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La Fondazione si rivolge
a centinaia di bambini, uomini
e donne che, a causa dei
loro patimenti e delle loro
sofferenze dovute al loro
stato di salute mentale e
di disagio sociale, sono
emarginate dai normali contesti
di vita e spesso vittime
di violenze fisiche e/o psicologiche.
A loro sono direttamente
destinati gli aiuti per la
costruzione di case, la formazione
lavorativa, l’avvio
e lo sviluppo di attività d’impresa
sociale, di inserimento lavorativo
e di sviluppo locale, e,
in senso più ampio,
gli interventi atti a favorire
la creazione di un contesto
culturale, sanitario, sociale
ed economico, relazionale
ed affettivo in grado di
sostenere i percorsi di vita,
di riabilitazione e di reinserimento
nelle città e nei
villaggi di provenienza.
Si possono identificare
inoltre, quali beneficiari
indiretti, le famiglie delle
persone riabilitate ed i
luoghi di loro provenienza.
L’esperienza condotta
in Costa d’Avorio e in
Benin dimostra infatti come
la persona cacciata dal villaggio
o legata a un tronco, dopo
un periodo d’accoglienza
e di riabilitazione, rappresenti
una concreta opportunità di
coesione e di ricostruzione
dei legami per tutta la comunità.
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